San Lorenzo

Il nostro itinerario a San Lorenzo comincia da Via di Porta San Lorenzo, varcando Porta Tiburtina, l’arco monumentale voluto da Augusto nel V sec. A.C. e le Mura Aureliane, splendida cornice al quartiere.

Percorriamo via Tiburtina e arriviamo in via degli Equi per addentrarci nel quartiere, lasciando alla nostra sinistra il Parco dei Caduti del 19 luglio 1943 e inoltrandoci tra palazzine tipiche dell’edilizia popolare e vita verace.

Porta Tiburtina e Mura Aureliane
Raggiunto Largo degli Osci, una sosta al Bar Marani per un caffè sotto il pergolato ci trasforma in veri sanlorenzini. Questo è il centro della vita del quartiere, tutti i giorni si tiene il mercato e nella contigua “piazzetta” ci si “dà la punta” davanti alla Chiesa dell’Immacolata o al cinema Tibur.

Vien voglia di gironzolare tre le botteghe, i negozi vintage e i laboratori artigianali che corrono giù verso lo Scalo San Lorenzo, tuttora adibito allo smistamento delle merci.

Un breve pezzo di via dello Scalo per poi rientrare nel quartiere da via degli Ausoni e proseguire fino a Piazza dei Sanniti. Qui un tempo Pasolini e Moravia sedevano ai tavoli del ristorante Pommidoro; oggi in questo triangolo di strade il recupero delle architetture industriali ha dato vita ad un vero e proprio polo culturale di San Lorenzo.

Proseguendo su via dei Reti si incrocia la via Tiburtina verso Piazzale del Verano, ove si erge il Cimitero Monumentale di Roma, attorno a cui sorgono le imprese di lavorazione dei marmi. Ovviamente il consiglio è di fare una passeggiata all’interno del cimitero, tra lapidi di personalità famose e di visitare la Basilica di San Lorenzo fuori le Mura.

Procedendo su via Cesare de Lollis si entra nella Città Universitaria, il fulcro della vita degli studenti della “Sapienza”. All’uscita su Piazzale Aldo Moro troverete il magnifico ingresso dell’Università più grande d’Europa.

Proseguendo in via dei Frentani e zigzagando tra le strade a ridosso della via Tiburtina Antica, si trova la zona dei villini e delle ville di San Lorenzo, tra cui Villa Mercede e la meno nota Villa Gentili-Dominici.

Siamo così tornati al punto di partenza, consapevoli che non si riesce a raccontare tutto di questo quartiere in continuo fermento culturale.

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